Alla ricerca dell’alfa anomala di A. Sortino

Alla ricerca dell’alfa anomala di A. Sortino

Cosa determina una risposta autoimmune???

Stiamo assistendo ad un continuo aumento statistico delle patologie autoimmuni. Non concentrerò la mia attenzione soltanto sulla SM, ma sulla “malattia autoimmune” in generale, perché l’origine è la stessa, cambiano solo i distretti dell’organismo in cui essa si manifesta.

E nell’attualità ne sono state identificate più di 80, molte delle quali rientrano tra le” malattie rare”. In medicina convenzionale o ufficiale, si parla di eziopatogenesi multifattoriale, intendendo con questo termine le tante cause della patologia, che rimangono comunque sconosciute.

E si parla riguardo ad esse solo di processi di autoimmunità, a seguito dei quali il nostro sistema immunitario per una strana forma di “impazzimento” non sia più in grado di riconoscere quello che è proprio, self, da quello è estraneo all’organismo, not self. Quindi in pratica siamo noi ad aggredire le nostre stesse strutture organiche. Ma secondo la medicina biologica, alla quale sono più incline, perché cerca di spiegare andando alla causa, e non valutando solo i sintomi, e tacitandoli, creando magari solo una guarigione apparente. I sintomi sono l’epifenomeno di qualcosa che sta a monte. Cercherò, una volta che ho fatti miei determinati concetti, di essere più chiara possibile. Almeno ci tento!!!

Bisogna per prima cosa capire cos’è il tessuto connettivo, perché il danno primario avviene in esso. Il termine connettivo ci rimanda alla parola connettere, cioè unire le varie cellule, infatti viene anche chiamato matrice intercellulare, cioè è l’habitat in cui vivono le cellule. Viene inoltre denominato mesenchima. È un tessuto di supporto (la guaina mielinica è tessuto connettivo).

Rientrano nel tessuto connettivo il tessuto cartilagineo, il tessuto osseo, il sangue e la linfa. Come funziona il connettivo??Una delle funzioni fondamentali è quella di essere deposito delle scorie metaboliche, che vengono convogliate dal sangue ed immagazzinate in esso. Queste tossine provengono dall’interno del corpo, quale prodotto del metabolismo cellulare (tossine endogene) e dall’esterno (tossine esogene), virus, batteri, farmaci, metalli pesanti, varie tossine chimiche e farmacologiche…

Entrambi i tipi di tossine giornalmente devono essere smaltite, e questo lavoro viene svolto dal sistema linfatico, che lavora come un bravo operatore ecologico. Per consentire questa PULIZIA, fondamentale per uno stato di salute ottimale, il tessuto connettivo nell’arco di 24 ore attraversa due fasi, ognuna delle quali dura 12ore circa.

Una fase è di smaltimento delle scorie, cioè dei rifiuti, ed un’altra di ricostruzione della matrice del connettivo, e della sintesi delle proteine, molecole di vitale importanza per il funzionamento cellulare. In queste due fasi la struttura del connettivo è diversa.

Nella fase che va dalle 3 alle 15 circa esso si presenta come una gelatina sciolta (stato di sol), nella seconda fase che va dalle 15 alle 3, si presenta invece come una gelatina condensata (stato di gel), e in questa fase avviene la ricostruzione della matrice e la sintesi delle proteine. In uno stato di salute, che dovrebbe essere uno stato naturale, alla fase di demolizione e pulizia, segue una fase di ricostruzione.

IL PROBLEMA SORGE QUANDO SI VIENE A ROMPERE QUEST’EQUILIBRIO

Introiettate e metabolizzate bene questo concetto, perché qualunque siano le cause (che saranno diverse per ogni individuo, perché diversa è la sua storia, la sua anamnesi (il suo quadro clinico), le sostanze con cui il suo corpo è entrato in contatto, l’ambiente in cui ha vissuto e vive, lo stress emotivo cha ha dovuto affrontare, che avrà influito in ugual modo ad intossicarlo. Penso che nessuno di noi non ne sia completamente scevro.

Trai i fattori che conducono allo squilibrio possiamo annoverarne tanti, un trauma, infezioni virali o batteriche, vaccini, sistema linfatico mal funzionante, sistema circolatorio mal funzionante (CCSVI, da approfondire), eccessiva produzione di tossine, dovuta ad errata alimentazione o all’uso prolungato di farmaci.

Tutti questi eventi portano ad acidificazione del connettivo (ACIDOSI METABOLICA). Sebbene molti dissentano, per me l’ACIDOSI METABOLICA è la madre di gran parte delle patologie. In questi casi l’organismo, che è stato strutturato per funzionare in modo perfetto, mette in atto meccanismi di detossicazione e drenaggio in più, quali la produzione di enzimi (sostanze di natura proteica, che servono a velocizzare una reazione), per esempio la ialuronidasi, che mantengono il connettivo in uno stato di smaltimento, di solito, che supera le 12 ore, e continua fino a quando il connettivo non viene pulito.

Questo meccanismo suppletivo prende il nome di infiammazione il più delle volte accompagnata da ipertermia, febbre, come un “fuoco” atto a bruciare i rifiuti a noi deleteri. Visti da questa prospettiva l’infiammazione e la febbre non sono malattie da combattere, ma meccanismi opportuni, per permettere di fare pulizia. Invece si cercherà di combatterli con antinfiammatori, antibiotici, cortisonici…

Tutti questi farmaci hanno una caratteristica comune, quella di produrre un viraggio immediato dalla fase di sol (in cui sta agendo l’infiammazione per fare pulizia) a quella di gel (stasi) senza aspettare che il processo di pulizia, di detossificazione, sia ultimato. Come conseguenza si produrrà una gelificazione forzata del connettivo, passerà l’infiammazione, così che medico e paziente saranno tranquilli, convinti di aver ottenuto la guarigione, ma questa è solo apparente perchè le tossine rimangono nel connettivo.

Il problema non è risolto, è solo rimandato. Solo che gestire le conseguenti infiammazioni sarà sempre più difficile, pur usando gli stessi farmaci. Siamo vicino al punto chiave. Siccome la fase di gel è caratterizzata, come avevo scritto prima da ricostruzione, cioè sintesi di nuove proteine, cosa che andrebbe fatta in un connettivo pulito, a causa del viraggio tempestivo causato dai farmaci, la sintesi viene fatta in un connettivo contaminato, impregnato da materiale estraneo (lo ripeto di nuovo, virus, batteri, metalli pesanti, sostanze chimiche e farmacologiche…).

Si produrranno quindi proteine “anomale”, che oltre al materiale proprio (self) presenteranno pezzi estranei (not self). Queste sono state anche chiamate” proteine selvagge”. Il problema è che se anche se anche la maggior parte di esse saranno formate da materiale proprio, ci saranno in esse delle parti estranee. Di conseguenza il nostro sistema immunitario non le riconoscerà e le attaccherà.

Si creano così le basi di una malattia autoimmune

Qual è allora la cura secondo la medicina biologica???
Pulire il connettivo in profondità. Come???
Alla prossima puntata, se vi interessa, altrimenti mi fermo qua. Io continuo a studiare e ad interrogarmi, non solo per me e per quanti come me presentino la SM, ma per chiunque abbia una patologia autoimmune. Ad majora semper…

Angela Sortino, biologa