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Caro Bollette e l’impatto sulle persone con disabilità

L’aumento delle bollette e l’impatto sulla vita delle persone con disabilità.

L’aumento delle bollette elettriche ed il loro impatto sulla vita delle persone con disabilità non inizia a farsi sentire solo negli ultimi tempi con i costi derivanti dalla crisi ucraina, ma ha radici che nel nostro paese arrivano da lontano, complice anche la totale insufficienza per il BONUS per disagio fisico a far fronte alle spese per l’energia elettrica.

Andiamo con ordine parlando innanzitutto delle spese per l’energia elettrica, poi ci soffermeremo su quelle inerenti il gas, che costituiscono la voce di spesa più significativa.

BOLLETTE ELETTRICHE

Nel 1 Luglio 2021 in piena pandemia, l’Arerà, l’Autorità Nazionale dell’Energia, aveva annunciato un aumento dell’energia elettrica del 9,9%.
Già all’epoca denunciai che un aumento di questa portata avrebbe impattato in maniera significativa nelle persone con gravissime disabilità dipendenti da apparecchiature elettromedicali.

Per chi lo non lo sapesse, vi sono famiglie che arrivano a spendere fino a 2 o 3.000 al mese e questo avveniva già prima dei recenti aumenti.
Si sono moltiplicati negli ultimi mesi gli appelli in televisione di persone con gravissime disabilità (il caso di Riccardo mandato in onda dalle Iene) che non ce la fanno a pagare le bollette.

Tralasciando una spiegazione dettagliata di che cosa preveda nel dettaglio la normativa del Bonus Nazionale per disagio fisico che consente uno sconto sull’energia elettrica, vi dico semplicemente che l’entità del Bonus dipende da diversi fattori:

  • il contratto di fornitura dell’energia elettrica (se superiore ai 3 kW di potenza, si avrà diritto ad un bonus maggiore, viceversa il bonus sarà minore, qualora la potenza non superi i 3 kW);
  • il numero degli apparecchi utilizzati e/o ausili elettrici;
  • il tempo giornaliero di utilizzo.

Nel 2018 (l’ultimo dato che ho disponile richiesto espressamente all’Autorità), il numero delle famiglie destinatarie del solo bonus elettrico per disagio fisico è stato nel territorio nazionale di 35.903 unità.
Occorre fin da ora precisare, che anche qualora un soggetto riceva la soglia massima di contribuzione prevista, che per il 2019 non superava i 732 € annui, la stessa non sarà mai idonea a coprire il consumo totale annuo di energia, nemmeno per quelle persone che hanno pochi ausili e ciò valeva in passato ma vale ancora di più tutt’ora.

BONUS SOCIALE

Quali interventi sono stati effettuati da parte dei governi negli ultimi anni per intervenire per calmierare l’impatto delle bollette nella vita delle persone con disabilità?
Non molto a dire la verità, nemmeno dopo la pandemia ed in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina e della conseguente crisi derivante dalla rottura del contratto di fornitura del gas russo.

Nel 2022 è stato previsto dal governo il Bonus Sociale unicamente per quattro categorie d’individui e/o nuclei famigliari:

  • nuclei con un ISEE al di sotto dei 12.000 euro (ricordiamo che per il primo trimestre la soglia ISEE era 8.265 euro, poi innalzata dal secondo trimestre 2022 in poi);
  • famiglie numerose con un ISEE di 20.000 euro e almeno 4 figli;
  • beneficiari del Reddito di cittadinanza o pensione di cittadinanza;
  • utenti in condizioni di salute precarie che utilizzano apparecchiature elettromedicali.

Come potete notare il Bonus Sociale che afferisce anche il gas, ha riguardato unicamente tra i fragili le persone con gravissime disabilità che utilizzano apparecchiature elettromedicali, sono stati dunque esclusi tutti gli altri soggetti che hanno disabilità che non richiedono l’attaccamento ad attrezzature salvavita.

Si prospetta una situazione diversa nel 2023 quando saremo in piena crisi energetica, dove con il Decreto Aiuti Bis n. 115/2022 è stata ampliata la categoria dei soggetti fragili beneficiari del c.d. Bonus Sociale facendovi rientrare anche quei soggetti con disabilità ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104.

Dal 1 gennaio 2023, a questa categoria di persone “gli esercenti e fornitori del servizio di fornitura di ultima istanza devono garantire la fornitura di gas naturale a un prezzo che rifletta: il costo effettivo di approvvigionamento nel mercato all’ingrosso, i costi efficienti del servizio di commercializzazione e le condizioni contrattuali e di qualità del servizi”.

COME OTTENERE LO SCONTO

Su questo aspetto dobbiamo dire che regna ancora incertezza.
Per usufruire del Bonus Sociale per il gas il soggetto con disabilità dovrà risultare intestatario dell’utenza.
Cosa succede se la bolletta del gas non è direttamente intestata direttamente alla persona con disabilità?
A tal proposito il Decreto non specifica se la voltura possa essere effettuata in qualsiasi momento antecedente il 2023.

Il governo e/o l’Autorità competente eviteranno che possano esservi famiglie che cambino l’intestatario dell’utenza domestica del gas all’ultimo momento?
D’altronde questa crisi energetica sta mettendo imprese e famiglie in ginocchio e a pagarne il prezzo saranno sempre i più fragili, quelli che hanno più bisogno.
Chiaramente la voltura per le famiglie interessate andrà effettuata necessariamente prima del 2023.

Un ulteriore problema sorge dal fatto che i fornitori e gli esercenti tenuti a garantire la fornitura del gas naturale dovranno essere adeguatamente informati sulla presenza di un soggetto fragile nel nucleo famigliare.
Un paio di settimane fa mi sono recato dal fornitore del gas naturale che abbiamo in famiglia (un operatore presente nel mercato libero) per chiedere informazioni.

La risposta è stata che la volturazione (operazione che comporta un costo di 50 euro), può essere effettuata in qualsiasi momento. Successivamente l’addetto allo sportello ha però ribadito che per lo sconto occorre informarsi ad un CAF o Patronato in quanto loro non hanno alcun modulo.
Mentre l’inverno avanza inesorabilmente (il 1 gennaio 2023 è ormai alle porte), rimaniamo dunque in attesa di avere informazioni più precise ed indicazioni operative su come procedere.

Marco Campanini
25-11-2022