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CCSVI: un nuovo corso per la Sclerosi Multipla di Paolo Destro

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  • Categoria dell'articolo:P. Destro

È stato recentemente pubblicato un articolo molto interessante sulla rivista Journal Of Multiple Sclerosis che riportiamo come link qui sotto¹ assieme ad un altro link² del riassunto in Italiano a cura di Alessandro Rasman del Comitato Sclerosi Multipla del Friuli Venezia Giulia

Perché ne parlo? Perché in questo articolo a firma di Paolo Zamboni e di Massimo Pedriali ci viene posto come evidenza lampante un disegno del tutto nuovo sulla sclerosi multipla. Certo, chi ha seguito l’evolversi della vicenda Ccsvi e chi l’ha sperimentato in prima persona ne sa già qualcosa. Ma ultimamente i riflettori sono stati spenti su tutto questo e mi verrebbe da dire, per fortuna: si lavora meglio nel silenzio e nella tranquillità.

E così stanno facendo, credeteci. Stiamo aspettando alcune conferme scientifiche che il mondo della medicina odierna chiede e se Dio vuole, quest’anno le avremo. Ma questo è un altro capitolo della storia, ne riparleremo. Nell’articolo oggi in oggetto emerge con semplicità ed evidente realtà un nuovo corso.

Allora appaiono subito profondamente vecchi anche gli ultimi super farmaci, le bombe, come le chiama il Dott. Comi, indovinando forse un nomignolo mai più indicato per loro: speriamo che qualcuno non decida di farsene una bella cintura e seminare il panico in un cinema affollato. A parte gli scherzi, di bombe ne abbiamo già abbastanza in questi tempi e ben sappiamo che oltre ad uccidere i nemici, uccidono spesso anche coloro che le innescano. La similitudine col nostro caso è evidente.

Il vecchio quindi lasciamocelo alle spalle, e vediamo il nuovo che viene descritto in questo articolo: un numero sempre più alto di pubblicazioni annuncia la presenza di anomalie nelle vene extracraniche dei malati di SM; perdita di cellule endoteliali, anomalie endoteliali nelle valvole difettose, problemi di tipo di collagene (quello che serve, quando è del tipo corretto, a formare un tessuto venoso che non subisca deformazioni quando il feto si sviluppa e forma il sistema venoso), altrettanto fondamentale gli effetti del ridotto deflusso del sangue dal cervello che genera difficoltà sulla fluidodinamica del liquor cerebrospinale e parimenti causando ipoperfusione cerebrale (mancanza di ossigeno al cervello, in soldoni, mancanza di cibo e vita per il cervello).

  • Ci ricordiamo di aver visto Spect perfusionali³ prima e dopo una ricaduta?
  • Rammentiamo di aver constatato una situazione di aumentata ipoperfusione poco prima dell’infausto evento?
  • Ma anche senza aver partecipato a convegni medici, cosa possiamo comunque desumere da tutto questo?
  • Che è evidentissimo che si è aperto un portone immenso per le malattie neurodegenerative fino ad oggi considerate autoimmuni.
  • Ma come potrebbe essere il contrario?
  • Se qualsiasi organo del nostro corpo va in mancanza di ossigeno e non viene ripulito delle scorie che genera va in stato infiammatorio, si ammala insomma, il cervello invece dovrebbe essere immune a tutto questo?
  • Se avviene una importante insufficienza di carico/scarico delle provviste/rifiuti, una organizzazione da cui questo circuito dipende non va in crisi?
  • Ditemi perché?

La cosa è così evidente che coloro che sono preposti allo studio e alla ricerca di ciò dovrebbero gettarsi a capofitto nel capirci qualcosa. Invece no, ci hanno già capito a quanto pare: non la considerano nemmeno. Avete già capito di chi sto parlando, certo, la maggioranza dei neurologi. E molti di voi sanno i perché (si, non ce n’è solo uno).

Oggi volevo solo evidenziarvi come l’ipotesi vascolare, gettiamo per una volta la maschera, a mio parere sia l’idea più convincente di gran lunga rispetto a tutte le altre costruzioni scientifiche che, comunque, non hanno mai portato all’arresto della malattia e vorrei adesso fare un appello a quei neurologi.

Medici prima di tutto, per chiedere ancora una volta il loro aiuto perché di loro abbiamo bisogno, perché comunque la SM resterà sempre una malattia a manifestazione neurologica anche se la causa potrà magari essere di natura vascolare; ed infine, caro Dott. Comi, ci può allietare finché vuole con continui annunci della pastiglia fatata e risolutiva ma la bacchetta magica non ce l’ha e questo i pazienti l’hanno ormai capito.

Che possiamo fare noi che non siamo medici e nemmeno ricercatori? Informarci e sostenere l’informazione corretta, incoraggiare coloro che si occupano a 360 gradi di tutto ciò che può costituire una valida risorsa per migliorare la vita ai malati anche facendo informazione su questo; alla fine quindi, una delle cose migliori che potreste fare è sostenere ScleroWeb: solo con il vostro sostegno, anche materiale, riusciremo a restare una voce indipendente, e Dio solo sa quanto ce n’è bisogno oggi.

Paolo Destro

NOTE:

¹ http://www.omicsgroup.org/journals/the-pathology-of-the-internal-jugular-vein-wall-in-multiple-sclerosis-2376-0389-1000160.php?aid=63610

² http://www.informazione.it/c/6D3C97C2-471D-4945-84E7-39B387550109/Sclerosi-Multipla-e-patologia-venosa

³ https://it.wikipedia.org/wiki/SPECT_cerebrale_perfusionale