Con chi vogliamo stare

Con chi vogliamo stare

Prima di cominciare, dobbiamo fare una premessa:

Abbiamo scelto deliberatamente di non citare i nomi in questo articolo per due motivi: non vogliamo contribuire a pubblicizzare chi fa cattiva informazione ai pazienti e cerchiamo di portare avanti un canale web pulito, indipendente e scevro da qualsiasi discussione che possa degenerare in lite a livello personale. In ogni caso il senso di quanto leggerete non cambia. Iniziamo.

Appare incredibile come una persona che dovrebbe essere versata rigorosamente al metodo scientifico, che dovrebbe esprimere giudizi solo se suffragati da dati inoppugnabili, verificati dalle critiche del mondo scientifico attraverso la pubblicazione nelle riviste specializzate, non si comporta in questo modo.

Ieri abbiamo avuto la sentenza sommaria della “secondarietà della Ccsvi”, sentenza pronunciata da un dottore che è ormai a capo di una associazione un tempo “pro Ccsvi” oggi arroccata su posizioni più vicine ad Aism a tal punto da invitarla nei convegni. Penserete che vi siano dati scientifici per esprimere un tale importante giudizio. Non ce ne sono.

Ancora più sbalorditivo sembra la estrema sintesi che questo medico fa in mezza riga della inoppugnabile dimostrazione fatta dal Prof. Zamboni riguardo l’identità della Ccsvi come patologia a sé stante¹; si badi bene, a sé stante nel senso di identità nosologica e non come diniego nel connetterla fortemente con la Sclerosi Multipla²: basta seguire attentamente la conferenza di Cortina 2014 per capirlo al volo, anche se non si è medici. Quindi restiamo veramente sbalorditi.

Ma il ragionamento che vi invito a fare è un pò più approfondito.

  • Che senso ha nella scienza medica essere contro?
  • Che senso ha comportarsi come se il fine non fosse lavorare per verificare una ipotesi ma invece lavorare per affossarne una?
  • Che utilità può avere tutto questo per i malati?

Nessuno. Ringraziamo invece la tenacia e la resistenza del Prof Zamboni e del Dott. Salvi che sono riusciti, malgrado tutto, a portare a termine lo studio Brave Dreams, l’unica prova al momento fondamentale per darci la più importante delle risposte: se la Pta effettivamente migliora in buona misura la qualità di vita dei pazienti e in quali forme di malattia.

Per quanto riguarda il commento di questo medico riguardo l’intervista che noi di ScleroWeb abbiamo fatto al Dott. Salvi, beh, preferisco non commentare perché è evidente che ci si è fermati alla pura apparenza di quanto detto senza capire minimamente la vera sfumatura e significato delle parole del dottore colte da Mario Fantasia in un momento di grande sincerità e umanità.

No, noi non vogliamo stare con chi ragiona così. Preferiamo accompagnare la strada che stanno facendo dei veri scienziati che hanno sempre fatto parlare prima di tutto la voce della scienza e per questo, ne siamo sicuri, sono molto, molto scomodi.

La redazione

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