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Cosa mi ha tolto la SM di Martina Fantasia

Poi ci sono quei momenti in cui mi trovo a riflettere e a fare i classici bilanci di fine anno

Quest’anno nel mio quotidiano c’è stata qualche piccola novità. Dopo 9 anni di pallavolo, sport “tramandatomi” da mio padre, ho deciso di passare al beach volley che, per chi non sappia bene cos’è, si tratta di un parente povero della pallavolo fatto sulla sabbia.

Il motivo principale di questo mio cambiamento è stato la voglia di fare qualcosa di mio, rimanendo comunque attaccata alle origini. Per me queste origini sono molto importanti perché, ricordo, è stata la prima cosa che ho fatto insieme a mio padre.

Dai palleggi contro al muro di casa da sola, a cercare la coordinazione dei passi per la schiacciata, sempre sotto lo sguardo di vecchio giocatore di mio padre, con lui che mi mostrava come dovevo fare.

Poi è arrivata questa tremenda malattia che si è messa tra di noi, non facendoci più fare ciò che amavamo tanto, togliendogli tutta l’energia e la forza che non lo facevano stare mai fermo. Quello che mi è sempre mancato è stato vederlo tra il pubblico di genitori a vedere le mie partite ed avere un suo giudizio critico alla fine.

Adesso sono passati ormai 6 anni durante i quali mio padre ha sempre fatto più fatica a muoversi, peggiorando giorno dopo giorno. Tutto questo ha fatto sì che il nostro rapporto non fosse più quello di una volta, allontanandoci.

In questi ultimi mesi il nostro rapporto è migliorato molto, ed anche se non siamo presenti fisicamente uno per l’altra siamo certi che per qualsiasi problema noi ci siamo.

Ad oggi credo che la sua concezione verso la malattia sia completamente cambiata, facendolo maturare e crescere e questa cosa si è automaticamente riversata su di me che solo ora posso capire quanto sia dura e difficile una malattia del genere.

Dopo lungo tempo stiamo finalmente tornando a fare qualcosa insieme, per questo ti dico… Bentornato Papà

Martina Fantasia