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Giornata internazionale di Mario Fantasia

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  • Categoria dell'articolo:M. Fantasia

Una “giornata internazionale” non si nega a nessuno

Signori, siate felici, gioite, festeggiate tutti con i vostri amici, i vostri parenti, insomma festeggiate con chi vi pare, ma festeggiate!

Qual è il motivo di tanta gioia?

Ma buon Dio, ieri sono venuto a sapere che la Direzione Generale Educazione e Ricerca del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha istituito la “Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità”. Sono contentissimo. Così, dopo il Natale, il Capodanno, la Pasqua e la festa della mamma, io festeggerò il 3 dicembre: la mia giornata.

Ragazzi, queste sono soddisfazioni!!! No, non passate avanti bollando queste mie riflessioni come il frutto del solito acido, scontento Mario Fantasia, che non apprezza quello che fa lo Stato italiano per lui.

Vorrei tanto che quanto sto per scrivere fosse invece il punto di inizio, il punto di partenza di un percorso unico, condiviso, costruttivo per giungere ad una vera integrazione della persona portatrice di disabilità.

Oggi, 3 dicembre 2015, visto che è la mia giornata internazionale (non come quella della mamma che è una semplice festa), mi sarei aspettato un risveglio sulle note della banda del paese, con a capo il sior sindaco che mi consegna per un giorno le chiavi della città. Invece… niente! Va bene, ci saranno le luminarie sulla strada principale del paese in nostro onore, noi che ci muoviamo perennemente assistiti. Macchè… niente!!!

Una torta? Nemmeno! L’allegra visita festiva dei parenti al nostro capezzale? No, a questa ci rinuncio volentieri.

Ma, allora, di grazia, cosa dovrò ricordare di questa “giornata internazionale”? Penso che il Governo Italiano mi stia allegramente prendendo in giro aumentando il numero di giornate di festa per organizzare festicciole (private) per poter mangiare qualcosa. Che stupido che sono…loro, i ministeriali, delle giornate internazionali non hanno bisogno per mangiare, visto che mangiano ingordamente per 365 giorni all’anno.

Nell’impeto del racconto dei festeggiamenti mi è venuta una folgorante domanda, ma non so a chi porla. Io intanto la faccio. Oggi è la mia giornata internazionale; gli altri 364 giorni dell’anno (365 negli anni bisestili) che giornate sono? Per favore, reprimete i vostri gioiosi commenti, non è bello, in un’occasione del genere, sfoggiare un eloquio sì tanto forbito. Oggi, secondo i nostri signori delle istituzioni dovremmo essere festeggiati, serviti e riveriti (ma dove???) e gli altri 364 giorni (365 negli anni bisestili)? Il rispetto per una persona in siffatte condizioni vale solo per oggi? Tutti, dal bambino alla persona adulta, devono imparare ad avere rispetto, e questo non lo si impara in una giornata internazionale, ma è frutto dell’educazione che la famiglia e lo stato ci hanno dato.

Lo stato, che ci guarda come un peso, non è stato in grado di insegnare alla maggior parte dei suoi cittadini, in tanti anni, che c’è un segnale che indica, per esempio, i parcheggi dedicati. I parcheggi per portatori di handycap non è la botta di c**o nel silos affollato di un centro commerciale, ma un’area importante per tanta gente che altrimenti la spesa, per vivere, la farebbe per corrispondenza. Educhiamoci, con persone che hanno tanto da dire e da dare, ma che generalmente vengono visti dal resto della Comunità come il poverino o lo sfigato di turno. No, questo non è rispetto, ma pietà e questo è la peggior offesa che si possa fare alla dignità e alla persona di un portatore di handycap.

Dignità. Bella parola, peccato che per primo è proprio lo stato a non considerarla: come si può far vivere una persona portatrice di handycap con 270 € al mese? I diciottenni hanno più “dignità“, visto che il nostro governo, del quale fa parte l’illuminato Ministero su indicato, destinerà ben 500 € al mese (dimenticavo che nel 2018 ci saranno le elezioni, quindi si mette in moto la macchina del voto di scambio legalizzato).

Festeggiamo questa giornata, ma solo quando ci saranno persone che sanno cosa significano le parole RISPETTO e DIGNITÀ.

Maro Fantasia