La bomba a virologeria di M. Bartoletti

La bomba a virologeria di M. Bartoletti

Confesso che, per mia colpa, non sapevo quanto in Italia fosse diffusa la categoria dei virologi

E mi conforta sverificare che siano in tanti a vegliare (seriamente, lodevolmente, appassionatamente, in alcuni casi persino eroicamente) sulla nostra salute.

Né, per la verità, potevo immaginare che questa importantissima missione concedesse ad alcuni tanto tempo libero per poter passare, a turno, ore e ore in televisione, seppur in un periodo di grossa “richiesta” come questa, apparendo in tutti i talk show del panorama nazionale. Ma proprio tutti, dal mattino presto alla notte fonda: fino a diventare un’autentica bomba a virologeria. D’altra parte come certamente avrebbe fatto notare Gianni Mura l’anagramma de “i virologi” è “giro ovili”.

Ormai li abbiamo imparati a conoscere come i Necco, i Giannini, i Castellotti, i Carino, i Vasino di “Novantesimo Minuto”, ma soprattutto i Gazzaniga, i De Cesari, i Mosca, i Dardanello, i Bernardi, i Melidoni del “Processo di Biscardi”, quando improvvisamente dei “nomi” diventarono dei “volti” e cominciarono a divulgare a 360 gradi concetti ed opinioni che prima restavano relegati solo negli ambiti diffusionali dei rispettivi giornali.

Fino ad alimentare discussioni e divisioni su larga scala su cui il vecchio, scaltro, perfido Aldo sguazzava con luciferino compiacimento. L’esito era che, dopo le loro esternazioni (spesso simmetriche), quei tifosi di tutt’Italia che ancora non avevano litigato provvedevano immediatamente ad adeguarsi. Solo che lì non c’erano di mezzo nè la salute, nè la vita!

Io, dal basso della mia inadeguatezza, ma anche dall’alto della mia preoccupazione ho cercato di ascoltare tutto quello che ci veniva detto: ora rasserenandomi, ora allarmandomi, ora interrogandomi in virtù di piroette lessicali davanti alle quali sarebbe impallidito anche il circo di Biscardi.

E così da “questo virus è poco più che un’influenza” siamo passati al coprifuoco inseguiti dagli elicotteri, dal “guai a voi se mettete il naso fuori di casa” al “liberi tutti” entro pochi giorni. Il corona virus è scivolato – ondeggiando a seconda delle date, dei momenti e dei salotti – dalla comparazione a un tumore maligno (e mi sa che lo sia e che anzi sia anche peggio) alla mite pericolosità di un raffreddore mal curato.

Capisco che la scienza e le opinioni si evolvano day by day, ma scagli il primo tampone il virologo che non ha detto almeno una volta tutto e il contrario di tutto. E allora, piuttosto che allarmare, piuttosto che spiegare(?), piuttosto che “tranquillizzare” ritrattando immediatamente, non sarebbe meglio recuperare l’austera dignità se non del silenzio almeno dell’informazione responsabile? L’angoscia e il timore di chi ascolta non hanno né la moviola né il Var. Loro parlano parlano e noi, che purtroppo non sempre possiamo distinguere, alla fine abbiamo ancora più paura.