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Pigrizia. Non scherziamo di Cinzia Occhino

Penso che la stanchezza in sclerosi multipla possa essere a ragion veduta definita quale manifesta condizione di patologia

Consiste nella evidente (a te) fatica di espletare qualunque atto anche banale come possa essere quello di alzarsi in piedi, tenere un utensile in mano come una forchetta, lavarti i denti, senza avvertire un dolore all’arto impegnato nel compito, con inclusione del resto del corpo, la sua debolezza muscolare nel compimento del gesto, che si concreta anche in tremori interni, scariche elettriche.
La stanchezza include la respirazione: parlare e camminare, parlare al telefono, parlare e guardarsi attorno, guidare, ad esempio, impegnano con uno sforzo maggiore che in un malato di SM vede un impiego di energie residue (sempre a livello minimo) non recuperabili mai del tutto

Si potrebbe paragonare ad una batteria non ricaricabile che attinge ad un 60, 70. 80 (in fase di neodiagnosi) ovvero ad un 40, 50 in fase matura della patologia.

È’ un impegno senza recupero, tutto. Respirare, cibarsi, vestirsi, lavarsi, occuparsi di qualcosa. Persino pensare. È questo mi duole assai.

Un malato di SM deve impiegare un tempo maggiore per riflettere anche in auto, se ancora ha il bene di guidare, su un cartello di precedenza, su un incrocio. E impiega energia maggiore di quanta se ne impieghi in norma.

Un malato di SM in mezzo ad una folla vede un sistema nervoso sollecitato da molteplici segnali: brusio di voci, colori, risa, grida, movimenti altrui, luci.
Anche questo e impiego di energia che vede attenzione concentrazione fatica.
L’isolamento che consiste nel declinare queste circostanze o nel mero isolarsi per un breve o lungo periodo o ancora allontanarsi ha la pretesa di Recupero di sé, delle forze, che non avviene.

Il volere tralasciare conversazioni vacue non è disinteresse ma tentativo di preservarsi.
Preservarsi un residuo di energie in bilico.

Il sonno non è recupero. Non basterebbero 24 ore filate di sonno ed un malato di Sm non riposa mai più da quando si ammala, bene.
A causa dei dolori, del falso stimolo di urinare e per alcuni me compresa perchè la respirazione si arresta.
Tu ti svegli, devi imprimere un movimento volontario ad essa ed aspettare che riprenda da sola.
Caspita almeno non è il cuore, là sarebbe un problema

Non siamo pigri, indolenti, depressi, taciturni.
Siamo come siamo.

Un corpo soggiace ad una serie di reazioni intracellulari, biochimiche atte al suo equilibrio.
Un corpo con SM vede scalzato tutto questo equilibrio e penso la perdita di talune di queste reazioni.

Lo stesso essermi impegnata a pensare e scrivere questa pappardella, mi crea fatica.

Dunque tirate dopo questo papiro due somme e pazientate. Ma tanto….
Se non fosse possibile, mi spiace.
Spero di avere reso una pallida idea di cosa sia fatica in SM.

Cinzia Occhino