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Piloti senza patente di Mario Fantasia

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  • Categoria dell'articolo:M. Fantasia

Tutti, nel nostro mondo di disabili a causa di una malattia neurodegenerativa (ricordiamo che, con licenza poetica, disabile è colui che ha una qualsiasi forma di invalidità, anche del 10% – forzatura dell’autore)

Dobbiamo controllare, in una prescrizione medica, una quantità non indifferente di fattori che rendono il paziente, ed in particolar modo la persona affetta da SM, una persona con una cultura medica superiore alla norma. Nel suo piccolo, il nostro paziente, si tiene al corrente delle novità in campo medico sfruttando tutti gli organi di informazione che ha a disposizione (internet, tv, carta stampata) e la mole di informazioni che va a cercarsi ed elabora, in funzione dei suoi filtri culturali, è realmente enorme.

Tutti noi, nel nostro percorso terapeutico abbiamo cambiato il medico che sia il neurologo o psicologo, e molto spesso nel nostro caso, le motivazioni che hanno caratterizzato la nostra decisione erano di tipo umano, mai di tipo tecnico. Nel 90% dei casi non siamo medici e non abbiamo gli strumenti per poter giudicare i nostri specialisti, mentre valutiamo il rapporto con il nostro medico sotto un profilo empatico.

Questa è l’unica chiave di lettura del tutto

In questa analisi manca un tassello che per noi è fondamentale. Cerchiamo di scoprirlo e capire la sua importanza. Se abbiamo un qualunque malanno, chi è la prima figura medica che consultiamo? Il medico di base (ex medico di famiglia). Adesso pongo una domanda semplice semplice che però farà intorcinare le budella a più di qualcuno di noi.

Quando ci siamo presentati da un neurologo, chi ci ha consigliato di farlo? Chi ci ha messo la pulce nell’orecchio? Amici, mogli, fratelli, fidanzate. Sfido chiunque a dire il mio medico di base. Questa mattina ero a casa di un amico, un nostro collega di sventura, che sta soffrendo non poco in questo periodo, con dolori muscolari concentrati principalmente lungo tutto lo sviluppo della colonna vertebrale.

La madre mi fa leggere il foglietto illustrativo del farmaco che gli è stato prescritto dal suo medico di base per combattere questi dolori e noto, con mia grande sorpresa, che questo preparato era consigliato a chi aveva contratto la sindrome di Meniere.

Premetto che lui ha la nostra stessa patologia, e solo quella, ed è conclamata, da 18 anni.

La domanda che mi sono posto, nella mia profonda ignoranza, è questa: ”come si può prescrivere un farmaco di tal portata ad un malato con una patologia degenerativa senza un minimo di visita medica?”.

Altra domandina semplice semplice che mi fa abbrustolire la barriera corallina intestinale: ”quanti medici di base visitano il paziente nel proprio ambulatorio?”

Per concludere questo trittico l’ultima è doverosa: ”Quanto il medico di base conosce un paio di malattie neurodegenerative, ed in particolare la nostra compagna SM?”

Quanti di noi, parlando del proprio medico di base, lo descrivono come un semplice prescrittore, e la sua competenza scientifica in materia si riduce alla conoscenza dei vari cataloghi di prodotti della case farmaceutiche?

Queste domande lasciano lo spazio ad una considerazione di base: in queste condizioni, che fine ha fatto il medico di famiglia che aveva la cultura, la curiosità di studiare i casi dei suoi assistiti, la responsabilità di prescrivere il medicinale che faceva al caso, o indicava e si faceva promotore di visite specialistiche qualora la sua conoscenza specifica gli lasciava più di un dubbio?

È chiaro che qui stiamo entrando in un argomento molto vasto che mette in dubbio la competenza di questa prima linea della sanità

Noi pazienti chiediamo che il nostro medico di base deve prendere coscienza del proprio ruolo e della propria formazione scientifica, oltre che avere ben chiari i limiti della propria conoscenza della malattia e, soprattutto dei propri pazienti.

Il miglioramento di questi aspetti non significa debellare il problema, ma per noi equivarrebbe ad un risparmio di una marea di tempo per trovare rimedi (ove ve ne fossero) per approntare cure che possano aiutarci a migliorare (per il momento) la qualità della nostra vita. Cerchiamo di ridare la patente di medico a questi professionisti, strappandoli alla categoria dei firmaioli.

Ri-disegnare eticamente la figura del medio di famiglia, questo sarà il filo conduttore del nostro 2016, e ScleroWeb sarà in prima linea con tutti voi.

Mario Fantasia

La redazione di Scleroweb