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Siamo alle comiche finali di Mario Fantasia

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Ancora a proposito del Sig. Oppo… Brevemente la storia

Qualche giorno fa, su un blog (danieleoppo.com) compare un articolo scritto dal blogger che, a suo dire, non essendo un medico, non vuole prendere posizione in una controversia scientifica e non vuole mettersi in mezzo allo scontro, ancora in atto, fra la casta dei neurologi italiani, tuttora gestita da qualche potente barone colluso con case farmaceutiche, consigli di amministrazione di qualche nosocomio del nord Italia e chi più ne ha più ne metta, e il team di ricerca del professor Zamboni.

Queste righe servono solo a trasmettere a Voi pazienti quello che penso e quella che è la posizione di tutta la Redazione. Premetto che pur essendo un pugliese trapiantato in Lombardia, ho fatto mio un vecchio proverbio milanese che così recita: “Ofeleè fa il to mestè”, ovverosia “Pasticciere fa’ il tuo mestiere”.

Andiamo con ordine. In questo articolo vengono criticati tutti coloro che hanno esultato perché su una rivista scientifica è stata pubblicata una review di uno degli studi del prof. Zamboni, non incontrando il fuoco di sbarramento della casta dei neurologi italiani. Questo ha rinnovato in più di qualche paziente la speranza che qualcosa nel panorama scientifico di questa patologia si stia muovendo.

La sensazione è questa, forte, e per una persona colpita da questa disgrazia è indubbiamente una boccata di ossigeno in quest’aria putrida, come quella inquinata di Pechino. Non c’è nulla di male. Se diventano fondamentali per questo blogger la copertina ed il colore con cui è stata scritta la copia pubblicata, posso desumere che questo signore non è malato, e non sa assolutamente niente di quello di cui vuole parlare.

L’oggetto del contendere, argomento dell’articolo del blogger, è la rivista sulla quale è stata pubblicata questa review firmata dal professore ferrarese, ritenuta dallo stesso blogger, di secondo piano. Nessuna obiezione, anche perché non conosco il mercato editoriale di settore; ma è lecito farsi la domanda: “Perché, un professore conosciuto e stimato in tutto il mondo quale è il professor Zamboni decide di pubblicare qualcosa su questa rivista scientifica di secondo piano?”.

A tal proposito mi sono ricordato le parole di un noto medico vascolare di Milano, che, durante un convegno, disse che certe riviste, su consiglio dei vari comitati scientifici, rifiutano scientemente i report di diverse ricerche.

Chi conosce per intero la storia della CCSVI può adattare le parole di quel medico milanese come vuole, dando nomi e cognomi ai vari personaggi di questa tragica commedia. Quindi che un report che mette in relazione le due patologie CCSVI e SM venga pubblicato è sacrosanto, altrettanto è sacrosanta l’esultanza di chi segue non senza interesse questa querelle.

Il fatto che questo report sia stato pubblicato su una rivista scientifica “secondaria” (a dire del blogger), non riduce la portata dello studio. In conclusione, vorrei dire al signor blogger: già il fatto di aver fatto nascere un piccolo “caso”, esprimendosi in una certa maniera, non Le permette di dire che non “parteggia”: lei ha preso posizione (non è niente di male), ma non può negare di aver alimentato la confusione dei pazienti e ha ulteriormente rinfocolato le tensioni che esistono fra gli stessi malati.

Si figuri che ha fatto persino tossire le pulci, come il sig. Musumeci, che, nel commento del suo articolo, dice che “I pazienti affetti da SM hanno già le idee molto chiare in merito…” (sue testuali parole).

Questo signore, che non è né medico né malato, da dove trae tutte queste certezze? Lo stesso Musumeci diventa addirittura patetico quando afferma nello stesso commento al suo pezzo imparziale che “Ovviamente questi trattamenti, nella stragrande maggioranza dei casi, sono stati fatti al di fuori di studi clinici controllati”.

Sarebbe da chiedere al sig. pulce tossente/Musumeci (ripeto, non è un medico) se tra le persone trattate in STUDI CLINICI CONTROLLATI sono compresi anche i pazienti del suo amico medico ai quali è stato resezionato il muscolo omoioideo.

Rabbrividisco all’idea di ipotizzare una sua risposta di senso compiuto senza minacce o insulti vari, quindi ci rinuncio. I pazienti demuscolarizzati ringraziano. Capisce adesso, signor Oppo, quanto danno ha fatto e polvere ha alzato la sua parziale riflessione?

Lasciamo procedere gli studi, ed uscite da questo teatrino. Ci sono già troppe comparse.

Mario Fantasia