Lo Yoga è un’antica disciplina nata in India circa 2000 anni fa.
La parola Yoga significa “unione”, intesa come armonia di corpo, mente e spirito. In realtà lo Yoga è un vero e proprio stile di vita, in cui si pone l’importanza nel dare equilibrio alle varie sfere dell’esistenza.
Attraverso la pratica di specifiche posizioni, chiamate asana, insieme alla respirazione yogica, definita pranayama, si agisce per apportare benefici fisici al corpo, con importanti risvolti positivi anche sulla psiche.
Questa disciplina è conosciuta in Occidente da almeno una trentina di anni. Si rifà alle tecniche di meditazione già sperimentate da secoli in Oriente. La pratica dello yoga si presenta come utile per tutti, senza alcun problema di limiti e differenze cioè indipendentemente dal livello di abilità fisica, essendo essa stessa, una pratica estremamente semplice e facile da compiere in ogni posizione.
Si presenta adatto agli utenti in sedia a rotelle che possono realizzare tranquillamente molte delle posizioni proposte anche ai normodotati.
Yoga e disabilità che vantaggi apporta?
Lo yoga può presentarsi come un’aggiunta alla vita personale di ognuno, è adatto anche a chi non è solito praticare sport o si trova fuori allenamento. Si può fare e presenta anche come ideale per combattere i piccoli dolori dovuti alla permanenza sulla sedia a rotelle. Inoltre, a lungo andare praticare yoga per i portatori di handicap porta ad aumentare la flessibilità muscolare, a migliorare la propria postura sulla sedia a rotelle, ad esempio riduce la pressione, migliora la salute delle ossa e dei muscoli in generale, a regolare al meglio le ghiandole surrenali diminuendo il valore del cortisolo. Lo stesso yoga apporta dei vantaggi anche per quanto riguarda la qualità della vita. È dimostrato infatti che chi lo pratica regolarmente trae dei vantaggi nella propria qualità del sonno e si rende conto di essere più concentrato lungo tutto il corso della giornata. I vantaggi legati alla socializzazione e al conoscere altre persone vengono da sé.
Grazie alla sua grande adattabilità lo yoga può essere praticato dai portatori di handicap apportando poche modifiche alle pose elementari note.
Vi elenco delle pose adatte a noi disabili:
Posa del gatto:
Per realizzare questa posizione si possono afferrare i lati della sedia o mettere le mani sulle cosce. Trascorri alcuni momenti lasciando che il corpo inspiri ed espiri e lascia che i muscoli e il corpo si rilassino. Ricorda di mantenere la respirazione lenta, regolare e rilassata. Inspira, quindi espira lentamente mentre inclini la parte superiore del corpo in avanti. Mantieni questa posizione per alcuni respiri profondi e calmi e poi torna delicatamente in posizione eretta.
La posa dell’aquila:
Inspira lentamente e solleva le braccia in modo che siano di fronte a te con i gomiti piegati a formare un angolo di 90 gradi. Mentre espiri, incrocia le braccia l’una sull’altra all’altezza dei gomiti e appoggia insieme il dorso delle mani. Mantieni questa posizione con le braccia davanti a te per 20-30 secondi mentre respiri regolarmente.
Stretching dell’anca:
Mentre inspiri, solleva una gamba e appoggiale delicatamente in modo che si incroci sull’altra gamba. A questo punto, se hai una buona stabilità, piegati leggermente in avanti tenendo la sedia come supporto. Dopo circa cinque respiri riporta lentamente la gamba nella posizione normale e ripeti l’allungamento sull’altro lato.
Piegamento in avanti:
Inspira profondamente e raddrizza la schiena il più possibile in modo da sederti in alto. Espira e piegati in avanti dalla vita, assicurandoti di tenere la sedia a rotelle per supporto mentre ti muovi. Mantieni questa posizione per 5 respiri, quindi torna lentamente alla posizione seduta.
The Twist:
Inspira profondamente mentre posi lentamente la mano destra sopra la gamba sinistra, usando il braccio sinistro come supporto. Espira e girati per guardare oltre la spalla sinistra, mantenendo questa posizione per un massimo di cinque respiri. Tornare alla posizione originale e ripetere dall’altro lato. Lo stesso può essere fatto sollevando la gamba opposta con il braccio, ma è un livello successivo per chi è più allenato.
Come dico sempre: “non c’è nulla che noi non possiamo fare… Magari in modo diverso!”
Viviana Giglia

